Troppo è troppo
È interessante la retorica usata dalle televisioni a pagamento e dalla stessa Lega Hockey. Sui vari canali social abbondano video che raffigurano curve piene e colorate, peccato però che negli ultimi tempi sono molti i tentativi di affondare il panorama delle curve a livello svizzero. Da un lato assistiamo a un calendario sempre più deleterio, con partite a Ginevra la domenica sera alle 20, sempre più turni infrasettimanali e l’impossibilità, a poche giornate dal termine del campionato, di avere una panoramica chiara della classifica. Tutto questo è, non solo ma principalmente, dovuto all’influenza sempre più grande che le Pay-TV hanno su questo sport. Dall’altro, invece, le ultime misure relative alla sicurezza sono una vera minaccia per l’esistenza stessa del tifo organizzato: impossibilità di ricorso alle diffide, divieti del materiale, settori ospiti sempre più piccoli e prezzi esorbitanti sono solo alcune sfaccettature di quella che ormai possiamo definire una strategia di repressione volta a cancellare la base popolare del tifo.
Assieme alle altre tifoserie abbiamo quindi iniziato un percorso, divisi nei colori ma uniti nella lotta, per combattere un sistema e una deriva che si sta sviluppando fuori oltre ogni logica razionale. Abbiamo inviato una lettera aperta alla Lega Hockey e alla nostra società e assieme alle altre tifoserie stiamo pianificando azioni coordinate.
Queste sono le nostre principali rivendicazioni:
- Fine delle punizioni collettive e del sistema a cascata (che parte dal divieto di materiale fino alla chiusura dei settori ospiti)
- Biglietti a prezzi accessibili a tutti nei settori popolari (con tariffe ridotte per bambini/studenti/apprendisti/AVS/ecc.)
- Mantenimento di un’adeguata capienza dei settori ospiti (almeno il 5% della capacità di una pista)
- Abolizione del controllo del documento (delle società private gestiscono i dati personali di chi viene registrato e la protezione di questi rimane dubbia)
- Fine delle diffide arbitrarie (semplici sospetti sono attualmente sufficienti per emettere un divieto d’accesso agli stadi con l’impossibilità di ricorso per le persone coinvolte).
Queste misure minacciano la stessa popolarità dell’hockey su ghiaccio. Da un lato si vogliono stadi pieni e accessibili alle famiglie, dall’altra con queste misure si va in una direzione che non fa altro che scoraggiare la frequentazione delle stesse piste e omologarne i frequentatori. Le curve sono un pacchetto completo, non si può prendere a piacimento ciò che piace ed eliminare tutte le sfaccettature che potrebbero creare fastidio a pochi. La nostra lotta sarà sicuramente difficile, ma difenderemo il nostro mondo in tutti i modi possibili, e l’azione coordinata di oggi è solo il primo passo.
Per domande, riflessioni o critiche siamo come sempre disponibili: contatta infogbb@inventati.org o raggiungici direttamente in Curva al banco del materiale o “làssotto”.
Fino all’ultima freccia
Tifo * lotta * aggregazione
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