Alcune precisazioni sugli striscioni di sabato alla Valascia

  • Pubblicato il: 13 Mar 2018
  • Categoria comunicati

Sabato 10 marzo la Gioventù Biancoblu si è espressa, attraverso alcuni striscioni, in modo duro, lo riconosciamo, contro alcuni dirigenti dell’Hockey Club Ambrì-Piotta. Anzitutto vogliamo ribadire che questo gesto di protesta, forse un po’ irruente e inaspettato, non voleva assolutamente attaccare o coinvolgere ciò che la squadra e lo staff tecnico stanno portando quest’anno! Anzi ne nutriamo un grande rispetto e attaccamento!

Abbiamo notato come subito si sia alzato un polverone di critiche nei nostri confronti, chissà dalle stesse tastiere che sono sempre pronte a criticarci sui social! Per potere fare chiarezza immediata su tali fatti ed evitare sterili polemiche rendiamo pubblico questo testo. Ringraziamo la redazione di HSHS a cui lo inviamo in anteprima, per il lavoro svolto e per la possibilità di pubblicarlo e diffonderlo. Inoltre è da subito attivo il nostro nuovo e contro-informativo blog http://infogbb.org.

Nei giorni scorsi è stata notificata una vergognosa diffida a un ragazzo della curva “colpevole” d’aver fatto entrare ed esposto uno striscione, durante la partita di coppa svizzera contro il Berna, che criticava in maniera molto diretta la Lega Hockey. Simile striscione era scaturito dopo varie partite con memorabili ‘’sviste’’ arbitrali. Tutto il popolo bianco blu, pensiamo, si ricorderà di questi fatti, e si ricorderà pure della rabbia generale di tutta la pista (e in particolare di alcuni membri della società con comportamenti non proprio “ortodossi”..) che avevano provocato l’allontanamento del giudice unico Kaufman dalla tribuna.

Oltre al danno delle cattive e ripetute decisioni arbitrali e di calendario per l’Ambrì anche la beffa di una diffida per uno striscione! Cosa mai vista ne ad Ambrì ne altrove, in una riduzione generale degli spazi d’agibilità delle tifoserie: se fino a pochi anni fa si proponevano coreografia con le torce ora si è diffidati per uno striscione o per una torcia dimenticata nel baule. Così, da quella partita, anche se la cosa ufficialmente non ci è mai stata comunicata!, la Lega (che, sembrerebbe, nel regolamento ufficiale vieta qualsiasi critica pubblica ) decide di vietare qualsiasi striscione solo ad Ambrì. Decisione assolutamente unilaterale, incomprensibile e autoritaria, degna della peggiore dittatura! Inizia quindi un’assurda situazione in cui ogni singolo striscione, lenzuola, pezza è sottoposto a rigorosi e maldestri controlli (chiedere al ragazzo che da anni si porta quella per Lhotak). Controlli quanto provocatori tanto inutili visto che difficilmente degli striscioni non entrano ad Ambrì.

Non sentendoci per niente tutelati dalla società e avendo anzi l’impressione che fosse la stessa società a fornire i nomi per le diffide (e dopo aver letto il comunicato post Losanna e l’intervento a tratti impacciato a tratti autoritario di Orsi a Piazza del Corriere), abbiamo richiesto un incontro urgente con il presidente Lombardi e con lo stesso Orsi, avvenuto il 19 febbraio a Sementina. La riunione, durata più di tre ore, si è svolta in un clima teso ma trasparente, parlando della difficile situazione repressiva, ammettendo anche degli errori passati, ma ribadendo soprattutto il nostro no a diffide per degli striscioni (solo la Turchia di Erdogan ha vietato l’esposizione di striscioni e simboli allo stadio..) e la fine immediata dei controlli sugli striscioni, cosa mai avvenuta in 30 anni di GBB. Allo stesso modo abbiamo sottolineato l’importanza per una società come la nostra di distanziarsi dalla corsa securitaria in atto, di non imporre i controlli dei documenti e la chiusura del settore ospiti. Si sono pure ridati i nomi dei nostri contatti (già forniti a inizio stagione ma mai ufficializzati da Orsi) per semplificare quella comunicazione mai avvenuta in stagione. Da ultimo abbiamo rispiegato le dinamiche col Losanna, di cui lo stesso presidente ne era all’oscuro, al contrario di Orsi avvertito, dal coordinatore dei tifosi, dell’arrivo di situazioni difficili da Losanna!

La risposta del presidente fu lapidaria, assicurando che per gli striscioni non ci sarebbe stata nessuna diffida, che il “caso era chiuso e archiviato”, che sarebbero finiti i controlli sugli striscioni e che avrebbe indagato sugli “strani” fatti della famosa domenica, ammettendo lui stesso vari errori da parte della polizia e di gestione della sicurezza mai resi pubblici chiaramente.

Purtroppo però le cose cambiano in fretta. Il 6 marzo arriva una diffida di 2 anni firmata da Michele Orsi per lo striscione di cui sopra. Diffida emessa il 6 marzo, ma retroattiva al 30 gennaio (!), ovvero 20 giorni prima della riunione e, come se non bastasse, per un fatto avvenuto il 22 ottobre dello scorso anno. La situazione è ingarbugliata, ma in ogni caso o Lombardi e Orsi han fatto false promesse senza nemmeno preoccuparsi di avvisare di un cambio della situazione (se emessa dalla società dell’Ambrì) o addirittura l’hanno fatto sapendo di mentire in quanto già a conoscenza della diffida (se emessa dalla lega). E non potere andare allo stadio per 2 anni per uno striscione non è proprio cosa bella…

Per noi (oltre ad altre questioni che preferiamo non affrontare qui) tutto questo è semplicemente inaccettabile: la parola data va mantenuta, non è accettabile cambiare atteggiamento a dipendenza dello stato di pressione. Come curva da quando abbiamo deciso “niente più torce ad Ambrì”, così è stato.

Di fronte ai continui diktat della Lega non si può sempre abbassare le braghe e difendere la realtà dell’Ambrì-Piotta è cosa fondamentale.

Inoltre, come se non bastasse, l’ultimo sabato un discreto contingente di securitas ci intimava di perquisire gli striscioni, mentre a quelli del Kloten veniva impedito di introdurre bandiere e striscioni (cosa poi rientrata). Da parte nostra ammettiamo che probabilmente gli striscioni esposti - sicuramente forti e diretti – avrebbero dovuti essere accompagnati da un testo di spiegazione. E chissà che in questo momento non era il giusto mezzo ma l’intenzione non era di creare tensione in pista o sugli spalti, ma di denunciare i fatti, la malafede e l’ingiustizia di una situazione insostenibile che si sarebbe dovuta risolvere in poco tempo. Tentare ora di girare la frittata (vedi l’intervista a rete1 di Lombardi) asserendo d’essere “pronti al dialogo (anche con la curva..) ma in una condizione di parità e non sotto le minacce”, è l’emblema della poca chiarezza: l’incontro in parità si è svolto 3 settimane fa ed è stato in tutto e per tutto disatteso e dare dei bugiardi non è esattamente minacciare qualcuno.

Continueremo come sempre e fino in fondo a sostenere l’Ambrì-Piotta e questa stupenda squadra, ma rimaniamo comunque in stato d’allerta per una situazione (societaria, di Lega e “di ordine pubblico”) che sta prendendo pieghe sempre più preoccupanti. Riteniamo inoltre che a fine stagione dovrà avvenire un serio e ponderato confronto sulla gestione dei rapporti con le tifoserie, a difesa delle particolarità della curva Sud, dei suoi spazi d’agibilità, della sua autonomia e per opporci allo stesso tempo a queste pericolose derive securitarie.

Hasta la victoria siempre! Gioventù Biancoblu * Curva Sud